Finale nazionale concorso Miss Bella d'Italia


FINALE NAZIONALE DEL CONCORSO DI BELLEZZA "MISS BELLA D'ITALIA" A MINERVINO UGGIANO (LECCE) Dolmen Resort Hotel dal 1 al 5 settembre 2010 * In bocca al lupo alle 5 rappresentanti della regione Basilicata: GRAZIA DE GRAZIA (Potenza), ALESSANDRA PIZZICHILLO (Tito), MARINA DI GIUSEPPE (Potenza), GIUSY BONOMO (Abriola) e GIULIA PASTORE (Tito), accompagnate dall'escusivista Angelo Barbarito e dall'Agenzia Lucania Network

Spaventoso incidente sulla Palazzo-Venosa


VIABILITA’. SPAVENTOSO INCIDENTE STRADALE SULLA PROVINCIALE 168 PALAZZO-VENOSA, UN’ALFA 147 USCITA FUORI STRADA PER COLPA DI UNA 500, UN MIRACOLO PER L’AUTISTA USCITO INDENNE.
Venosa.
Le strade della nostra zona sono più croce che delizie. Sulla strada provinciale 168, nella prima mattinata dello scorso 31 agosto, verso le 8,45, un’Alfa 147 provenendo da Palazzo San Gervasio, all’altezza del km 19, per evitare un’altra macchina, che, provenendo da Venosa, non manteneva la sua destra in maniera sufficiente, è andata a finire nella sottostante scarpata. Per fortuna il conducente è rimasto illeso. Basti ricordare che prima di fermarsi, l’Alfa 147 aveva divelto un cartello stradale e trascinato nella corsa alcuni alberi. Immediatamente l’automobilista dell’Alfa 147 è stato soccorso dall’autista di un camion di pomodori e da un altro automobilista di Palazzo, mentre gli occupanti dell’altra macchina, sembra una 500 di colore bianco,che ha provocato l’uscita fuori strada dell’Alfa 147, si sono fermati, nonostante l’altro automobilista coinvolto nell’incidente chiamasse aiuto, nono sono interventi e dopo aver fatto una inversione di marcia si sono dileguati. Sul posto sono giunti i carabinieri della Compagnia di Venosa che hanno raccolto le testimonianze dell’incidente. Su questa strada abbastanza pericolosa lo scorso mese di maggio ha perso la vita un cittadino di Venosa, due km più avanti ed si sono verificati numerosi altri incidenti. E’ il caso che la Provincia intervenga almeno per eliminare i rami degli alberi che invadono le corsie e che riducono notevolmente la visibilità, soprattutto in prossimità delle curve, dove è successo l’ultimo incidente.

Le foto riprendono l’Alfa 147 distrutta.

Acquedotto romano a Venosa


VENOSA. 30 AGOSTO 2010. PRONTE LE AULE DEL NUOVO LICEO DI VIA APPIA, MA RINVENUTO DURANTE I LAVORI UN ACQUEDOTTO ROMANO, L’INAUGURAZIONE PREVISTA PER FINE SETTEMBRE.
Venosa.
Mancano pochi giorni alla riapertura del nuovo anno scolastico ed a Venosa si prevede l’inaugurazione di due nuove scuole, quella dell’I.I.S.S. “Orazio Flacco” che comprende le sezioni del Liceo Classico e quella dell’Ipsia. Scuole costruite dalla Provincia di Potenza. Per il Liceo Classico è una grossa conquista, per quarantacinque anni, è stata allocata sempre in locali di fortuna e dire che è una delle scuole più prestigiose della Basilicata, conosciuta da 24 anni fuori Regione per il Certamen Horatianum, la prova di latino su una ode di Orazio nella quale partecipano scuola da ogni parte d’Italia ed alcune dall’Europa. La nuova scuola è stata costruita in via Appia, ed è una struttura notevole, solo le aule, già pronte per l’apertura del nuovo anno scolastico, previsto il 13 settembre, cinque al piano terra, sette al primo piano ed altre sette al secondo piano, occupano una superficie di 850 metri quadri. Gli uffici di segreteria e di presidenza occupano 1200 metri quadri, i laboratori, in numero di tre, occupano una superficie di 500 metri quadri. La palestra con i relativi spogliatoi occupa una superficie di 750 metri quadri. Durante i lavori è stato rinvenuto un acquedotto romano, che offriva refrigerio sicuramente al sommo poeta venosino Orazio ed ai numerosi commercianti in transito su via Appia, fatto riemergere dal cantiere in tutta la sua bellezza, la Soprintendenza ai Beni Architettonici della Basilicata farà un sopralluogo in questi giorni nella nuova scuola per permettere l’allacciamento dell’impianto elettrico che dovrà passare sotto il canale di questo acquedotto romano. La situazione della scuola allo stato attuale è la seguente: da ultimare i laboratori con l’allacciamento della corrente elettrica, gli uffici di segreteria da completare con l’allacciamento della linea telefonica ed elettrica. La palestra è ancora senza parquet. La squadra degli operai sta lavorando sulla linea elettrica. Avvicinato il presidente del Consiglio di Istituto, Geometra Vincenzo Castaldi, che ha effettuato un sopralluogo nella nuova struttura di via Appia,nella giornata di ieri, 30 agosto, riferisce: “le aule sono pronte per accogliere i 350 alunni che ancora una volta hanno espresso la loro soddisfazione per poter studiare in una struttura degna di questo nome. Mi dispiace per la palestra che non è ancora pronta, ma secondo le dichiarazioni dell’ing. Tornincasa, responsabile ufficio edilizia scolastica della Provincia, per ottobre la palestra sarà disponibile. Per il rinvenimento dell’acquedotto romano sarebbe bello lasciarlo in evidenza con una ringhiera in ferro battuto dove potersi affacciare e vedere la pavimentazione rimossa ed i cocci dell’acquedotto ancora sani. L’inaugurazione del nuovo Liceo Classico, prevista secondo il programma della Provincia il prossimo 27 settembre, non dovrebbe subire nessuna variazione”.
Il capo cantiere ha assicurato che entro un mese sarà tutto completato.
Lorenzo Zolfo
Le foto riprendono l’acquedotto romano rinvenuto e la struttura del nuovo Liceo Classico.

chiusa per ferie Oraziana


VIABILITA’ ORAZIANA. 31 AGOSTO 2010. CHIUSA PER…FERIE. QUANDO SARA’ COMPLETATA LA RIPACANDIDA-GINESTRA?
Ginestra.
Si è sempre sostenuto che lo sviluppo di un territorio passa attraverso la realizzazione di infrastrutture. Nella zona del Vulture-Melfese, in questi ultimi anni, si sta ponendo tanta attenzione per le strade per uscire dall’isolamento alcuni centri, come Venosa, ricca di storia, monumenti e cultura. Con la costruenda superstrada “Oraziana” la cittadina Oraziana dovrebbe essere collegata velocemente con Rionero, passando per Ginestra e Ripacandida ed alla superstrada Potenza-Melfi per un totale di 21 km circa.La Provincia sta investendo tanti soldi per questa strada e ne è fortemente convinto dell’utilità di questa strada l’assessore alla Viabilità della Provincia Valuzzi: “ l’Oraziana nasce da un sogno di civiltà, rendere più agevole il territorio di Venosa col capoluogo di Regione. Entro il 2012 l’intero tratto sarà realizzato e si potrà raggiungere Rionero, da Venosa, in poco più di 10 minuti di tempo”. Sui tempi di ultimazione dell’intero tratto non sono stati rispettati i tempi, dovuti a cedimenti e frane sul tracciato, come sui lavori del III lotto, Ripacandida-Ginestra.
L’unico tratto di strada aperto al transito dei veicoli è quello riguardante il I e II lotto, che da Rionero conduce a Ripacandida, di poco più di sei km, ha ancora bisogno di lavori di emergenza per contenere uno smottamento e di opere di canalizzazione e regimentazione. Il III lotto Ripacandida-Ginestra è quello che sta creando i maggiori problemi per la realizzazione di questa strada, si sta costruendo una galleria lunga circa 400 metri, lavori eseguiti per l’80% e l’ultimazione dei lavori era prevista, da stime fatte dalla Provincia, entro giugno 2010. Questo tratto doveva essere ultimato nel 2008, come stabilito il giorno di inizio dei lavori( 4 dicembre 2007) dall’ impresa aggiudicatrice dei lavori e dai tecnici provinciali. Fino ad oggi, non si hanno notizie certe di quanta galleria è stata realizzata, di operai su questa strada non c’è…ombra, il vice Sindaco di Ripacandida, Antonio Lettieri, prima di agosto, abbastanza preoccupato, ha sollecitato l’ing. Angelo Cimini, direttore dei lavori di questa superstrada, a dare notizie, non ancora giunte, su questa strada.
Che ci siano dei problemi su questo tratto di strada li sanno tutti, durante i lavori sembra sia stata riscontrata sul tracciato una cava di sabbia del pleistocene, sfuggita alle indagini preliminari geologiche e geognostiche. Inoltre, a detta di qualche esperto, ad inizio lavoro, si è voluto scavare la galleria dalla parte di Ginestra, in contro pendenza, tanto da far accumulare acqua sul fronte dello scavo che ha prodotto smottamenti e frane ed ostacolato ed impedito il proseguimento dei lavori. Sul IV lotto Ginestra-Venosa( 1° stralcio) i lavori fino a fine luglio sono stati eseguiti freneticamente e l’ultimazione dei lavori è prevista entro luglio 2011. Attualmente il cantiere è ancora chiuso, nonostante ferragosto sia passata da 15 giorni! Anche sul 2° stralcio del IV lotto Ginestra-Venosa, la Provincia ha già ottenuto un finanziamento per una somma di euro 9.800.000,00, l’appalto dei lavori è stato fatto nel giugno scorso. Il finanziamento totale dell’Oraziana, fa sapere la Provincia, ammonta a 91.365.304 euro. Si spera che questa strada, una volta ultimata, serva a far uscire veramente dall’isolamento il venosino. Lorenzo Zolfo. Le foto riprendono la galleria non ancora completata ed il tratto del IV° lotto ancora chiuso per…ferie.

Festa S.Medici


DOMENICA 26 SETTEMBRE 2010 ore 21 con accesso libero - Area parcheggio Villa Catena (in caso di maltempo Auditorium Centro Sociale) RIONERO IN V. (PZ), in occasione della Festa dei S. Medici Cosma e Damiano, ospite il cabarettista showman UCCIO DE SANTIS (Telenorba "Mudu' "). Da non perdere

Cortometraggio su Monticchio


"MEA CULPA" Il Film Cortometraggio su Monticchio Laghi (protagonista Annarita Raducci) di ns. produzione (regia di Antonio Petrino) premiato alla rassegna di video e concorso di MURO LUCANO (PZ) "VISIONI LUCANE" agosto 2010 * 2° classificato con targa. (Guarda il video su You Tube o su www.lucanianetwork.it nella sezione dedicata).

Gigi D'Alessio live concerto a Venosa


VENOSA 18 AGOSTO 2010. CHIUSURA DELLA FESTA PATRONALE COL CONCERTO DI GIGI D’ALESSIO CHE IN DUE ORE INCANTA LA CITTA’ ORAZIANA ALLA PRESENZA DI OLTRE 30 MILA PERSONE.
Venosa.
Dopo il successo della tappa materana, il cantante napoletano torna a distanza di poco più di un mese e mezzo in Basilicata. Si è esibito lo scorso 18 agosto a Venosa nella serata conclusiva dei festeggiamenti in onore di San Rocco. "Questo sono io World Tour 2010”, la nuova tournée organizzata da F & P Group e prodotta da GGD srl in collaborazione con Lambretta, Akai/Sansui e Dahlia Tv.
Dopo la pubblicazione di “Semplicemente sei (GGD/ Sony Music), balzato in meno di 24 ore al n.1 della classifica iTunes e, in una settimana ai vertici delle classifiche di vendita, l’instancabile Gigi torna ad esibirsi davanti al pubblico lucano.
Ad aprire i live “Libero”, uno dei brani contenuti nel nuovo album, che con i suoi suoni “rock” non mancherà di scaldare i fan ai quali l’artista ha regalato una lunga scaletta con i successi di ieri e di oggi, stravolti negli arrangiamenti completamente rinnovati: “Quanti amori”, “Non dirgli mai”, “Non riattaccare”, “Giorni” e molti altri ancora. In più, una speciale dedica all’amatissima Napoli, con un medley  dei grandi classici della canzone partenopea.
I musicisti di sempre hanno accompagnato Gigi in questa tournée, in una grande band composta da: Alfredo Golino alla batteria, Kekko D’Alessio e Roberto Della Vecchia alle tastiere, Maurizio Fiordiliso e Pippo Seno alle chitarre, Arnaldo Vacca alle percussioni, Roberto D’Aquino al basso, Fabrizio Palma, Claudia Arvati e Giulia Fasolino ai cori.  Dopo una breve pausa, “Gigi D’Alessio, Questo sono io World Tour 2010” riprenderà ad ottobre nei palasport, per poi proseguire nelle arene e teatri più prestigiosi del mondo. Durante il concerto Gigi D’Alessio, tra un brano e l’altro, ha più volte dialogato con i presenti, dopo il brano Non dirmi mai, ha detto: “dovrei pagare anch’io il biglietto quando sento accompagnare la mia canzone da tutti voi”. Quando ha presentato il brano, Non mollare mai, ha riferito: “questa canzone la voglio dedicare ai ragazzi che soffrono, ne vedo alcuni sotto il palco, sono quelli che capiscono di più il valore della vita. Questi ragazzi ci insegnano tanti valori”. In altri momenti del concerto ha esclamato: “ più di quattro mesi fa sono diventato papà per la quarta volta, è nato Andrea, ed ho scritto direttamente una canzone per focalizzare meglio il ruolo del padre. Siamo in tanti, non vedo dove finisce la fila, questa città mi piace, se il Sindaco mi dà la cittadinanza onoraria, ne sarò fiero. Mentre cantavo in Spagna, Renato Carosone veniva a mancare, ero molto triste quella serata, scrissi una lettera per Renato, il cui contenuto divenne un disco, Caro Renato, ve lo faccio ascoltare. Tutte le volte che la canto, mi emoziono”. Dopo il brano Poro Ro Po Poooo!, nelle prime file si sente male una ragazza di nome Marina, Gigi D’Alessio se ne accorge e la sostiene da sopra il palco, poco si riprende. Durante le sue canzoni se ne accorge della presenza di una bambina nelle prime file che canticchia tutte le sue canzoni, la invita a salire sul palco e canta insieme a lei, Marzia di 8 anni, “Cuore Malato”. Ad un certo punto inizia un dialogo col Sindaco, Bruno Tamburriello, in prima fila: “ho saputo che Venosa è la terra dei vini”. Al brano Mon Amour saltano tutti in piedi e Gigi D’Alessio, lo ripete altre due volte, cosa mai fatto nei suoi concerti, e tutta venosa va in delirio. Alla fine del concerto,durato due ore, ringrazia la pro-loco, le forze dell’ordine, la protezione civile, la C.R.I. e “sparisce” con un fuoristrada che l’attendeva dietro il palco, mentre in tanti aspettavano un suo autografo, in particolare la mamma di Angela di Altamura, affetta da problemi. Contattato il presidente della pro-loco, Michele Duino, l’organizzatore di questa serata, ha riferito che Gigi D’Alessio doveva rientrare subito a Napoli perché la moglie stava poco bene.
Lorenzo Zolfo

Gita a Monteverde della comunità parocchiale di Ginestra


MONTEVERDE. 26 AGOSTO 2010.IL GRANDE SPETTACOLO DELL'ACQUA VISTO DALLA COMUNITA’ PARROCCHIALE DI GINESTRA. CIRCA 80 PERSONE PRESENTI CON TANTI ANZIANI. SODDISFATTO IL PARROCO DON GILBERTO.
Monteverde (Av).
La comunità parrocchiale del centro arbereshe lo scorso 26 agosto, accompagnata dal parroco, don Gilberto Cignarale, ha effettuato un viaggio religioso a Monteverde (Av) dove ha assistito al grande gioco dell’Acqua, Gerardo Maiella, Il Santo del Popolo. Immagini, luci, suoni, danze e giochi d'acqua nell'incantevole scenario del Lago di S Pietro.
E' un evento unico emozionale di giochi d'acqua, teatro, danze, magia e musica che narra la vita di S. Gerardo Maiella – Il Santo del Popolo – e che si tiene dal 2006 presso lo splendido scenario del lago S. Pietro a Monteverde, in provincia di Avellino.
Uno spettacolo meraviglioso ed affascinante per tutte le età e per tutti da vivere insieme, ma la vera meraviglia è la stupenda causa di solidarietà abbracciata dalla Fondazione 'Insieme per…con sede a Melfi, l'evento è il principale strumento con cui avviene la raccolta di fondi per la beneficenza ai bambini poveri. In 4 anni di spettacolo 11 progetti umanitari sostenuti, 100 volontari impegnati, 143 repliche messe in scena, 68 mila spettatori, 545 mila euro incassati e donati in beneficenza.
Un’emozione unica, intensa: l’ acqua, i suoi misteri, la magia che esprime insieme al fuoco,la danza e l’ armonia dei corpi, la straordinaria forza della musica che si intreccia con la poesia. In questo spettacolo vengono messe in scena i valori di Gerardo Maiella, un uomo che è andato a farsi Santo, ed ha vissuto la sua vita attraversando tre Regioni: la Basilicata dove è nato ed è cresciuto, la Puglia dove si è formato e la Campania dove ha operato. Una vita donata al Signore senza indugio, senza nessun compromesso, una vita vissuta per aiutare i più deboli, i più poveri. La comunità parrocchiale di Ginestra era presente con 80 componenti, un numero elevato, considerato che il paese conta poco più di 700 abitanti. Erano presenti anche alcuni anziani, tra questi Norma, una argentina ultrasettantenne, che risiede a Ginestra da tanti anni, che ha apprezzato lo spettacolo, come tutti gli altri presenti: “ è un evento meraviglioso che ti avvicina a dei valori, come quelli della fede, purezza, bontà che si stanno perdendo in questi ultimi tempi. Purtroppo, in quest’epoca moderna si pensa troppo ai beni materiali, trascurando quelli spirituali che sono insostituibili”.
Gerardo Maiella, il Santo del popolo, una messa in scena imponente, a partire dall’allestimento della scenografia costruita interamente sull’acqua alla magia delle luci e della musica, dal corpo di ballo dagli attori e dalle intense voci narranti allo straordinario testo dedicato a Gerardo Maiella il Santo del popolo e dei poveri, dalla straordinaria presenza degli oltre cento volontari vero motore di un evento unico in Italia alla consapevolezza di un grande progetto di solidarietà. Sono questi gli elementi che si mescolano e danno vita al Grande Spettacolo dell’Acqua, dove la poesia e le emozioni si intrecciano e illuminano le notti d’estate sul lago di San Pietro.
Lorenzo Zolfo
La foto ritrae il logo dello spettacolo.

FASHION CHIC NIGHT


FASHION CHIC NIGHT * Evento Spettacolo del Corso Base di Moda per Indossatrice * DOMENICA 29 AGOSTO 2010 ore 21 con ingresso libero c/o NASHIRA Centro Sportivo S. Eligio ad ATELLA (PZ) * Con la partecipazione dello stilista Daniele De Vito, dell'artista Mc Gerry, della stilista Morena e danza del ventre Elektra e le Rose del Deserto, conduce Gianna Lioy, d.j. set Tony Delta. Siete tutti invitati!! By LUCANIA NETWORK

Serata dedicata a Raffaele Ciriello


SPOLTORE (PE). ESTATE 2010. L’ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO E SOLIDARIETA’ “AIUTIAMOLI A VIVERE” IN OCCASIONE DELLA RASSEGNA ABRUZZO FILM FESTIVAL 2010- CINEMA DI GUERRA E…ALTRO- DEDICA UNA SERATA A RAFFAELE CIRIELLO, IL FOTOREPORTER DI GUERRA-CHIRURGO PLASTICO DI GINESTRA UCCISO NEL 2002 IN PALESTINA. “SE NON DIREMO COSE CHE A QUALCUNO SPIACEREBBE, NON DIREMO LA VERITA”.
Ginestra.
Con viva soddisfazione è stata accolta nel piccolo centro arbereshe del Vulture l’invito da parte di un’associazione di volontariato di Spoltore, “Aiutiamoli a Vivere”, presieduta da Tusio De Iuliis, che opera in tutto il mondo per aiutare i popoli alla deriva ed oppressi, di dedicare, in occasione della rassegna estiva Abruzzo Film festival 2010 Cinema di guerra e..altro (7 agosto 2010), una serata al fotoreporter di guerra-chirurgo plastico, A.Raffaele Ciriello originario di Ginestra, barbaramente ucciso il 13 marzo del 2002 da un carro armato israeliano mentre riprendeva per conto del Corriere della Sera la guerra in Medio-Oriente. Per questa serata era stata invitata la moglie di Ciriello, Paola Navilli ed il giornalista della Rai, Amedeo Ricucci, testimone della morte del fotoreporter di Ginestra, entrambi non presenti fisicamente, ma contattati telefonicamente hanno espresso compiacimento per una serata dedicata a chi voleva raccontare la guerra con una macchina fotografica, non certo combatterla. E’ seguito un video sull’assassinio A. Raffaele Ciriello, raccontato anche da Amedeo Ricucci: “Il 13 marzo 2002, moriva a Ramallah il fotoreporter italiano Raffaele Ciriello. Io, purtroppo, ero accanto a lui. Ad ucciderlo, come documentano le immagini che lui stesso ebbe la sfortuna di realizzare in punto di morte - e che sono consultabili da tutti sul sito web http://www.ciriello.com - è stata una raffica di mitra partita da un blindato israeliano che gli si è improvvisamente parato contro, mentre Raffaele stava svolgendo il suo lavoro: filmare e fotografare, come faceva da più di dieci anni. Per non urtare la «sensibilità» degli israeliani, si è preferito chiudere un occhio e tacere, per un intero anno, accontentandosi della loro versione palesemente falsa, invece che indagare, scrivere e protestare, com'era doveroso. E non è tutto.
Anche il governo italiano ha fatto la sua parte in questa vergognosa commedia. Insomma,viene il sospetto che Israele goda di una speciale «impunità» e che le eventuali sbavature del suo esercito, l'uso cioè eccessivo oppure illegittimo della forza, non possano essere né criticate né tantomeno perseguite penalmente.
Prova ne è l'ultimo bilancio di Reporters Sans Frontieres:. dal settembre 2000, data d'inizio della seconda Intifada, nei territori occupati sono stati uccisi 3 giornalisti e più di 60 sono stati feriti, vittime quasi sempre del fuoco israeliano; ma in nessun caso ci sono state sanzioni o provvedimenti per i soldati di Tsahal che avevano aperto il fuoco. Tutto ciò aggiunge al dolore per la perdita di Raffaele un'amarezza profonda, che è cresciuta giorno dopo giorno, mese dopo mese. E che mi spinge oggi a scrivere, non solo per onorare la memoria di un collega e di un amico, ma anche per chiedere che sia finalmente ristabilita la verità, tutta la verità, su quanto è accaduto a Ramallah il 13 marzo 2002.
E' ora di spezzare l'ignobile cortina di silenzio che avvolge questo «caso».
Ed è tempo soprattutto di fare giustizia”. A ritirare il premio alla memoria di A.Raffaele Ciriello, era presente un cugino, Alfredo Zolfo da tempo residente a Pescara che nel suo breve intervento ha esaltato le doti di bravo fotoreporter di Raffaele Ciriello, quando, appena adolescente, immortalava scorci, volti di bambini, processioni, sguardi della sua amata“Ginestra”.
Lorenzo Zolfo

Solidarietà ai 3 operai di Melfi dai sindaci dei comuni limitrofi


FIAT SAN NICOLA DI MELFI. SOLIDARIETA’ DAI SINDACI DELL’AREA AI TRE OPERAI REINTEGRATI. IL SINDACO DI GINESTRA, FABRIZIO CAPUTO: “LA POLITICA NON DEVE AVERE PAURA DI MARCHIONNE, LE ISTITUZIONI VANNO ASCOLTATE”.
San Nicola di Melfi.
La solidarietà a favore dei tre operai della Fiat, reintegrati al loro posto di lavoro dal giudice del tribunale di Melfi, è giunta anche dagli amministratori comunali, presenti almeno una decina con i propri gonfaloni davanti ai cancelli della Fiat. Non era presente nessun consigliere regionale.Hanno preso la parola vari Sindaci, quello di Banzi, Vertone, il vice sindaco di Venosa, Pietro Visaggio, il sindaco di Bella, Santorsa, il sindaco di Rionero, Placido ed il sindaco di Ginestra, Fabrizio Caputo che ha ribadito: “sembra che la politica abbia paura delle dichiarazioni fatte da Marchionne all’incontro di Comunione e Liberazione di Rimini.Stiamo assistendo ad una involuzione dello stato sociale, sembra di rotrnare indietro di tanti anni. Con queste fasce tricolori stiamo a testimoniare che le Istituzioni ci sono e vanno ascoltate. La più grande azienda italiana si considera al di sopra della legge e della Costituzione”.
Intanto per domenica 29 agosto alle ore 20 a Rionero in piazza XX settembre ci sarà un incontro-dibattito su: Fiat, ritorsioni annunciate con Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli, interverranno Alfonso Gianni,esponente d Sinistra Ecologica Libertà, Piero Di Siena, già senatore della Repubblica e Emanuele De Nicola, segretario regionale della Fiom. Alle 22 il gruppo operaio, E Zèzi in concerto.
Lorenzo Zolfo

Alla riscoperta di antiche radici arbereshe a Maschito


MASCHITO. DUE ARBERESHE DI MASCHITO TORNANO IN SHIPERIA ALLA RISCOPERTA DELLE ANTICHE RADICI. 24 GIORNI CON LA BICI, OLTRE MILLE KM EFFETTUATI. UNO DI QUESTI IL PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE VATRARBRESHE, VINCENZO CUCCI, DI CHIERI (TO).
Maschito.
Ecco la storia di due audaci arbereshe, originari di Maschito, che hanno deciso di ripercorrere la strada dei profughi arbereshe che si sono insediati in Basilicata e che hanno fondato nel XVI secolo alcune comunità, tra queste Maschito. Vincenzo Cucci, presidente dell’associazione Vatrarbreshe, con sede a Chieri (To) e Luigi Barbano di 70 anni, partiti lo scorso mese di luglio con due mountain-bike sulla macchina, hanno raggiunto il loro paese di origine, Maschito. Il 5 luglio sono ripartiti con le sole biciclette e gli zaini al seguito alla volta di Bari, percorrendo 120 chilometri. Si imbarcano da Bari sul traghetto per raggiungere Durazzo, in Albania. Da Durazzo seguono per Kruya, dove visitano i monumenti riguardanti l’eroe albanese, Giorgio Kastriota Skanderbeg. Il cammino prosegue per Lexheze dove si trova il sepolcro di Skanderbeg, l’eroe europeo riconosciuto dai Papa di allora come il difensore fidae. Il viaggio prosegue per Scutari, successivamente i due improvvisati ciclisti toccano la città di Koman, dove si imbarcano sempre con le loro inseparabili bici sul traghetto per un viaggio di circa 3 ore in mezzo ad un territorio dalla natura incontaminata, per sbarcare a Fiere, da qui proseguono per Kukes e poi per Peskopye, Elbasan, Berat, quest’ultima magnifica città detta delle mille finestre. Non è mancata una breve visita ad Apollonia per la visita agli scavi archeologici, toccando Fier e giungere, infine, a Valona. Avvicinato il prof. Vincenzo Cucci di questa bellissima esperienza in Albania ha riferito: “ abbiamo voluto fare questo viaggio in bici perché solo in questo modo è possibile davvero avere il contatto ravvicinato con la gente per capire non solo la nostra comune lingua, ma anche la vera storia dell’Albania. Abbiamo parlato con giovani ed anziani, questi ultimi ci hanno raccontato le loro vicende personali patite nel terribile periodo della dittatura comunista. A testimonianza è stato impressionante vedere le innumerevoli case matte ( i bunker) fatte costruire dal dittatore Enver Oxha, il quale ingannevolmente diceva che queste abitazioni avevano il compito di proteggere i confini dell’Albania, mentre a detta degli albanesi erano fatte costruire con lo scopo di spiare lo stesso popolo. E’ stata, comunque, una esperienza indimenticabile anche se le strade non sono come le nostre, solo ultimamente sono incotruzione grandi arterie, come la Tirana-Durazzo. Gli albanesi quasi tutti masticano l’italiano ed hanno un rapporto privilegiato con gli italiani, ma quando sentono parlare l’arbereshe gli si illuminano gli occhi e ci chiamano immediatamente “Vellezera” (fratelli). Durante il nostro viaggio incredibilmente in un Hotel tra le montagne del nord non hanno voluto essere pagati il costo del soggiorno, in un’altra occasione a Berat un gruppo di albanesi con la loro macchina ci hanno accompagnati a visitare il territorio di quella città. In ultimo, a Valona l’albergatore dimostrando la grande amicizia per gli arbereshe ha voluto a tutti i costi prestarci la sua automobile personale per visitare la città. Grazie all’euro si può visitare l’Albania con costi accessibilissimi. Il mangiare dell’Albania è buono, si mangia carne e pesce fresco con yogurt e insalata mista annaffiata con buon vino bianco o rosso che gli albanesi non hanno ancora in uso di sofisticare oppure il mangiare veniva annaffiato dal buon “raki”, che è una specie di grappa distillata direttamente dall’uva”.
I due arbereshe sono partiti con una lettera di accompagnamento dell’Ambasciatore della Repubblica d’Albania in Italia, l’On. Llesh Kola al quale vanno i ringraziamenti dei due escursionisti, che però non è stata mai necessaria usarla in quanto la grande disponibilità e generosità del popolo albanese è proverbiale.
Lorenzo Zolfo

Gara caccia a Forenza


FORENZA. AGOSTO 2010. GARA CACCIA CANE-CACCIATORE SU PENICE LIBERATE. BUONA PARTECIPAZIONE DI CACCIATORI, LA REGOLARITA’ DELLA GARA AFFIDATA AL GIUDICE BRUNO PACE DI RIPACANDIDA.
Forenza.
Nei giorni scorsi a Forenza il circolo Enalcaccia, composto da circa 40 cacciatori,presieduto da Salvatore Pace, ha organizzato una gara di caccia pratica combinata cane-cacciatore su pernice liberate. Alla gara hanno partecipato cacciatori provenienti dai Comuni limitrofi e la stessa si è svolta all’insegna della sportività e della sana competizione. Il giudice di gara, Bruno Pace di Ripacandida ha assicurato la regolarità di questa gara. Tra i partecipanti vi erano quattro ultraootantenni, considerati pionieri di questo sport, Antonio Conte del 1925, Pasquale Castaldi del 1929, Salvatore Montanaro del 1927 tutti di Palazzo San Gervasio, mentre Michele Spadone del 1930 era di Venosa. L’Enalcaccia di Forenza durante l’anno organizza diverse manifestazioni che servono non solo a momenti di competizioni, ma,soprattutto, ad educare, a porre attenzione, rispetto e salvaguardia di questo abitat naturale, dove si pratica la caccia. Avvicinato Bruno Pace, giudice di gara dagli anni ’80, aggiunge: “i veri ambientalisti sono i cacciatori in quanto a rispettare e valorizzare l’ambiente sono proprio i cacciatori, considerati l’occhio attento, le sentinelle del territorio. I cacciatori vigilano e segnalano qualsiasi anomalia, qualsiasi aggressione alla natura. La partecipazione di ultraottantenni ne è una testimonianza, svolgono questa attività con passione ed.. abnegazione”.
Lorenzo Zolfo

Si lavora sulla Barile-Ginestra


GINESTRA 25-08-2010. SI LAVORA SULLA BARILE-GINESTRA. L’IMPRESA ESECUTRICE DEI LAVORI STA LIBERANDO LA STRADA DALLA STERPAGLIA E STA CREANDO LE CUNETTE.
Ginestra.
Finalmente un sospiro di sollievo per la strada Barile-Ginestra. Nella giornata dello scorso 24 agosto sono iniziati i lavori di messa in sicurezza di questa strada. L’impresa Basso Costruzioni di Melfi ha iniziato i lavori dalla parte di Barile eliminando la vegetazione spontanea che abbonda ai bordi della strada. In prossimità dello svincolo per l’imbocco della superstrada Melfi-Potenza, è venuta alla luce un guard-rail, per anni coperta dalla sterpaglia. Una dimostrazione dell’incuria per questa strada! Ci sono voluti un anno e mezzo, dal marzo del 2009 con un consiglio comunale aperto svoltosi a Ginestra sulla Barile-Ginestra, alla presenza di amministratori locali, provinciali e regionali per arrivare al 16 giugno scorso, quando la Provincia, ottenuti i finanziamenti di 700 mila euro dalla Giunta Regionale, con regolare gara di appalto, ha affidato i lavori di questa strada, all’impresa Basso Costruzioni di Melfi. Serviranno almeno quattro mesi per migliorare dai pericoli questa importante arteria di collegamento con il venosino e la superstrada Potenza-Melfi.Gli interventi riguarderanno la risagomatura del piano viabile a tratti saltuari, la segnaletica orizzontale, spurgo cunette e ripristini manufatti e installazione di barriere di sicurezza. Determinante è stato l’incontro interistituzionale dello scorso 16 settembre, dove furono poste le basi per investire su questa strada, alla presenza dell’assessore regionale alle Infrastrutture Loguercio e di quello provinciale Valluzzi . La Provincia avviava l’iter di provincializzazione per questa strada e nel contempo presentava un progetto alla Regione Basilicata di messa in sicurezza per questa strada. Lo scorso 11 febbraio finalmente il dirigente del dipartimento infrastrutture della Regione Basilicata ha firmato la determina per il finanziamento della Ginestra-Barile, l’arteria denominata strada di nessuno”, famosa per la sua pericolosità ed i numerosi incidenti che si verificano, uno a settimana, soprattutto nel periodo invernale.. Ed il 18 marzo con la delibera di giunta regionale, arriviamo all’ atto finale che permetterà alla Provincia di intervenire per migliorarla con un importo di circa 700 mila euro. Ci sono voluti dieci mesi, (si fa prima a far nascere un bambino) per rendere attuabili gli interventi per questa strada! Questa strada costruita negli anni '70 dall'Ente di Irrigazione, non è mai stata consegnata ad alcun Ente, nonostante abbia i requisiti di una strada più sicura di altre ( provinciali e statali). Unico neo di questa strada è che quando piove, il ponte dell'Arcidiaconata che divide i confini di Ginestra con quelli di Barile si allaga con grave pericolo per chi vi transita, ed in alcune curve, nel versante di Ginestra, nel periodo invernale il ghiaccio la fa da padrone, perchè non c'è il regolare deflusso delle acque piovane, e sembra di viaggiare su una patina saponata. Da fonte della polizia municipale di Ginestra su questa strada transitano mediamente 150 autoveicoli all’ora, una media superiore a tante altre strade provinciali e statali della Regione. Vuol dire che in orari particolari, il transito supera di molto le duecento autovetture all’ora, una macchina ogni 15 secondi circa. Un merito per il raggiungimento di questo obiettivo spetta sicuramente all’azione sinergica attuata dalla Provincia e Regione, ed a quella meno incisiva delle due comunità arbereshe.
Lorenzo Zolfo

Cercasi profeti di Rocco D'Ambrosio


VENOSA 27 AGOSTO 2010. MONTALBO.APPUNTI SU CATTOLICI E SOCIETA’ ITALIANA.PRESENTAZIONE LIBRO:CERCASI PROFETI DI ROCCO D’AMBROSIO.
Venosa.
Il prossimo 27 agosto alle ore 20,30 nella casa S.Maria di Montalbo custodita dagli Eremiti di Cerreto sarà presentato il libro: cercasi Profeti di Rocco D’Ambrosio. La presentazione del libro sarà preceduta dal saluto di Frà Cesare Locatelli, padre della comunità monastica e dagli interventi dell’Arch. Ettore Bitetti, già presidente del Rotare Club Venosa; di frà Antonio Leva, monaco.
”L'incontro con don Rocco D'Ambrosio-riferisce l’arch. Bitetti- è una occasione da non perdere
per analizzare il tempo presente e riflettere sulle nostre radici culturali (e, per chi lo vuole, di fede) nell'ambito del vivere ed agire sociale che appartiene ad ogni singolo individuo”.
Profeti non si diviene per qualità d’ingegno, ma per lo Spirito di Dio che chiama al servizio della sua scienza salutifera. Il termine di riferimento per il profeta è il volere di Dio: il suo operare e la storia che risulta da quell’operare. Il profeta è tale non perché legge il futuro, ma perché riferisce la storia alla volontà salvifica di Dio, e questa volontà fa parlare nella storia. Profetismo è un dischiudersi della storia al senso che viene da Dio. Perché la Chiesa cattolica oggi è poco profetica? Dove nasce il rifiuto della profezia? Scaturisce da questi interrogativi l’ultimo lavoro di don Rocco D’Ambrosio Cercasi profeti. Appunti su cattolici e società italiana.Interdipendenza e complementarietà tra profezia e Concilio Vaticano II sono i concetti chiave espressi nel libro, un richiamo alle comunità laiche e cattoliche ad esercitare il loro ruolo profetico alla luce di alcuni temi conciliari salienti, svolgendo un «ruolo umile, senza trionfalismi e superbia», scrive l’autore. Comprendere il mondo alla luce del Vangelo e annunciarlo, servire tutti in nome di Cristo e promuovere la giustizia, sono i temi conciliari cui si fa riferimento, perché – si legge nel saggio – «l’accoglienza del Concilio negli ambienti cattolici genera anche l’accoglienza della profezia». È questo il senso profondo di Cercasi profeti, che fa appello alla necessità della Chiesa di aprirsi al mondo, ai suoi cambiamenti antropologici, sociali, culturali, politici ed economici subentrati nel tempo, con un atteggiamento di apertura al dialogo sia all’interno che all’esterno della comunità, «con gli altri fratelli cristiani come con i fratelli ebrei e i fratelli musulmani, con i non credenti come con coloro che hanno posizioni etiche, culturali e politiche diverse dalle nostre». Sono questi dunque i nodi da sciogliere secondo Rocco D’Ambrosio, che sottolinea quindi la necessità di accogliere le voci profetiche, citando pertanto alcuni profeti dei nostri tempi come Oscar Romero e Rutilio, Don Tonino Bello e Lorenzo Milani, ricollegandosi inoltre con Isaia, Amos, Osea e Geremia che – come scrive l’autore riprendendo un’affermazione di Franco Garelli – «ricordavano come il modo per manifestare a Dio fedeltà era quello dell’impegno di carità e di giustizia». Ricondurre le persone a Dio: questo il messaggio profondo del saggio Cercasi profeti, questo il ruolo dell’operaio profeta che «come la rivelazione ebraico-cristiana insegna, è ben altro rispetto al detentore di potere». Don Rocco D’Ambrosio fa riferimento ad una Chiesa odierna sovente refrattaria al ruolo profetico, a volte tollerante verso forme di potere immaturo, incompetente, corrotto, perverso, avido di danaro. D’altra parte fa leva sul reale dovere della Chiesa, «fedele alla missione affidataci da Gesù Cristo per i nostri tempi» e, quindi, sul senso profondo della profezia che «è autenticità, è essenzialità, è povertà di mezzi e di parole. È tutt’altro che ricchezza, se non quella di Dio, ricco di amore e bontà verso tutti, ad iniziare dagli ultimi». Frutto di un cammino personale e comunitario dell’autore, di studio personale e “sincero confronto” con tante sorelle e fratelli incontrati nelle istituzioni accademiche in cui don Rocco D’Ambrosio insegna, Cercasi profeti è un’esortazione a sfuggire alla mera riduzione della fede ad ideologia; a promuovere tutte quelle iniziative che aiutino i fedeli laici a essere coerenti con il Vangelo che professano, anche in politica; a professare la Parola di Dio con amore, ossia amando coloro a cui si annuncia la Parola stessa secondo i principi ispirati da grandi profeti, come don Tonino Bello, di cui riprende l’essenzialità del concetto delle tre P: evitare “Profitto, Prodigio e Potere” e incarnare: “Parola, Progetto e Protesta”.
Lorenzo Zolfo
La foto ritrae il manifesto dell’evento.

Ripacandida in festa


RIPACANDIDA.3 AGOSTO 2010. 2^ SAGRA DELLA PASTA FATTA IN CASA A CURA DELL’ASSOCIAZIONE PAPYRUS PRESIEDUTA DA EDEM CORELLA. PATROCINATO DALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE.
Ripacandida.
L’associazione culturale Papirus di Ripacandida, presieduta da Edem Corella,nata nel maggio 2008, con lo scopo di promulgare eventi culturali e di riportare alla ribalta le radici e le tradizioni locali, col patrocinio dell’Amministrazione Comunale, si è impegnata questa volta nell’organizzare una manifestazione tipicamente culinaria, la 2^ sagra della pasta fatta in casa.(past’fatt n’cas) per il 3 agosto alle ore 19,30 nel piazzale di San Donato al cui interno si trovano gli splendidi affreschi cinquecenteschi, gemellato con la Basilica di Assisi. La prima edizione si è svolta nel settembre dello scorso anno, alla presenza di poca gente. Quest’anno l’associazione ha voluto anticipare l’evento per la presenza anche dei numerosi emigranti, giunti nel paese per festeggiare San Donato, protettore di Ripacandida. “Tale progetto, riferisce Edem Colella, presidente dell’associazione,  ha l’obiettivo di far rientrare il nostro paese nel circuito eno-gastronomico del quale già diversi paesi del vulture-melfese fanno parte e cosa più importante, far assaporare la genuinità dei nostri piatti non solo a tutti quelli che adorano il piacere del palato, ma anche per quelli che hanno voglia di fare un salto indietro nel tempo con piatti semplici che sono una ricchezza sapientemente conservata dalle nostre nonne. Alla sagra saranno presenti produttori locali e dei centri limitrofi di vino aglianico e di prodotti tipici”. E cosa molto importante, saranno presenti anche stand di associazioni di volontariato che promuoveranno eventi per beneficenza.
La serata sarà allietata dal suono della fisarmonica e dell’organetto. Mentre nonne e giovani ragazze saranno alle prese con “tumbagn’ “  e “ laghnatur’ “ per invogliare e dimostrare ai partecipanti l’arte della past’ n’cas’, fatta in modo semplice, con rude semplicità…ma sempre buona.
Tra gli altri progetti realizzati dall’associazione Papirus da ricordarei:
 agosto 2008    “mostra di arte Sacra “   ad Atella
2008  - 2009-2010  a  Ripacandida  - “Via Crucis”   rappresentazione in costume della Passione di Cristo
agosto 2009  -   manifestazione  “ lu Vin’ d’ la cantin’  “  I° concorso produttori locali ( patrocinato dal Comune di Ripacandida  con la collaborazione della pro-loco).
Lorenzo Zolfo

Marco Mengoni a Ginestra


GINESTRA. 4 AGOSTO MARCO MENGONI, 11 AGOSTO ARISA. DUE CONCERTI DI BENEFICENZA PER SALVARE IL SANTUARIO DELLA MADONNA DI COSTANTINOPOLI.
Ginestra.
Il binomio musica-solidarietà raddoppia a Ginestra. Dopo il concerto di beneficenza di Massimo Ranieri dell’anno scorso, quest’anno sarà la volta di Marco Mengoni, vincitore della terza edizione di X Factor e terzo classificato al 60° Festival della Canzone Italiana di Sanremo.
La finalità del concerto è la stessa dell’anno precedente: coprire le spese del nuovo Santuario della Madonna di Costantinopoli, protettrice di Ginestra, che è già in fase di ristrutturazione, grazie ai fondi recuperati l’anno scorso con lo spettacolo di Ranieri, col contributo della C.E.I. e col sostegno libero della popolazione. Il concerto si svolgerà il 4 agosto prossimo nel campo sportivo comunale di Ginestra, sulla strada provinciale n°10 che porta a Venosa. Il biglietto di ingresso per beneficenza costerà 10 euro.
L’idea di organizzare un concerto per ristrutturare una chiesa inagibile da anni, la cui ultimazione è prevista per il 2011, è venuta a don Gilberto Cignarale, attivo parroco di Ginestra, che ha convinto prima Massimo Ranieri e dopo Marco Mengoni a tenere una serata di beneficenza nel piccolo centro arbereshe, che conta appena 700 abitanti. A questo concerto del 4 agosto, si affiancherà quello di Arisa l’11 agosto che sarà presente nel centro arbereshe già nel primo pomeriggio per incontrare le famiglie del paese nella giornata diocesana della Famiglia e dopo in serata alle ore 21 in piazza Albania si esibirà nel suo concertotour “Malamoreno”.
D’altra parte, don Gilberto, non è la prima volta che chiede l’aiuto della cittadinanza per recuperare il patrimonio artistico-architettonico di Ginestra. Già nel 2007, con il sostegno economico dei fedeli, ha fatto realizzare un maestoso mosaico bizantino del Cristo Pantocratore ( alla sua destra la Madonna di Costantinopoli ed alla sinistra San Nicola Vescovo) nella chiesa madre di San Nicola Vescovo, riportando alla luce anche la struttura interna in pietra che i profughi albanesi eressero nel 1600. L’appello lanciato dal parroco del paese, don Gilberto, promotore di queste due iniziative, sembra sia stato accolto favorevolmente non solo dalla popolazione locale e dai centri limitrofi, richieste sono giunte da tutta la Basilicata, da Policoro a Grassano, da Potenza e perfino da Salerno, fino adesso assicurate la presenza di duemila persone per il concerto di Marco Mengoni: “carissimi non avrei mai immaginato di rivolgermi a voi, parlare al vostro…cuore, ma eccomi qui con lo sguardo rivolto ancora a voi perché possiate ascoltare e capire fino in fondo il desiderio che mi muove a voi. E’ difficile sintetizzare in poche parole quella che è la nostra vita, un passato così lontano che sta rischiando di dissolversi ed un presente carico di pesanti incertezze:calo demografico, invecchiamento della popolazione, scarsità di iniziative sociali e culturali, povertà di mezzi, indifferenza agli occhi di chi conta. Il nostro è un paese, o meglio una comunità, che attende da tempo di poter riaprire il Santuario della Madonna di Costantinopoli che rappresenta un luogo di culto eccezionale per l’identità religiosa locale e per la tradizione mariana di tutta l’area, ma è per tale motivo che vi chiedo di aiutarci a restituire questo luogo alla fede della gente che aspetta di “riavere” il Santuario dove poter riaccendere le proprie speranze. Che questa lettera sia come il vento leggero del mattino che accarezza i vostri Cuori sospingendoli fino a noi! Grazie di cuore. Don Gilberto”.

Auguri a Paola


Auguri a Paola Lattarulo( a destra con l'amica Carmen) per i 7 anni compiuti da papà Mario di Stornarella (Fg), mamma Annamaria di Barile (Fg)e sorellina Vincenza.

Bocconi letali per randagi

PALAZZO SAN GERVASIO.BOCCONI LETALI: Ingiustificata lotta contro il randagismo o che altro?? Consigli!!!!! DI UNO STUDENTE DI MEDICINA VETERINARIA.
Il randagismo è un fenomeno abbastanza diffuso nei nostri paesi. Ma quello che è successo nei giorni scorsi a Palazzo sembra una cosa…grave. Ce lo racconta Domenico Mininno, studente di Medicina Veterinaria: “lo 20 agosto, a Palazzo S.G. con profondo dispiacere e rammarico, mi sono nuovamente imbattuto in un caso di probabile avvelenamento, prima in un gatto maschio di età adulta, del quale garantisco personalmente uno stato di perfetta salute fino a 12 ore prima del decesso, poi in vari esemplari di cane visti agonizzare, in preda a forti dolori addominali, diarrea e vomito, seguiti da morte fulminea nei pressi della villa comunale. Tengo a precisare che questo articolo non vuol essere un accusa anche se ci sarebbero i presupposti per approfondire il caso, ma di sicuro sperò possa sensibilizzare la popolazione alla Salvaguardia degli Animali.
Colgo l’occasione, senza sostituirmi in alcun modo ai Medici veterinari ed alle strutture pubbliche che operano o che dovrebbero operare sul territorio, per suggerire alcuni “CONSIGLI PRATICI” rivolti a tutti i proprietari di cani e gatti, non solo di Palazzo S.G, ma anche forestieri, che potrebbero loro malgrado trovarsi vittima di queste vili azioni contro i propri animali, e che sicuramente ora ci penseranno due volte prima di portare il loro cane/gatto in vacanza qui da noi.
Gli avvelenamenti verificatisi, a giudicare dalla sintomatologia, sarebbero avvenuti tramite assunzione di potenti veleni quasi sicuramente amalgamati a veicoli alimentari che io chiamerei “POLPETTE ASSASSINE”. Si va dal comune topicida, all’ Endosulfan, antiparassitario adoperato dagli agricoltori, dai lumachicidi alla letale stricnina per di più prodotti inodori ed insapori.
Come fare per evitare che i nostri animali possano ingerirli?
Il gatto non può essere sottoposto ad educazione complessa come il cane. Le precauzioni, quindi restrittive,consisteranno nelle evitare che il gatto esca di casa il più possibile,o se proprio deve farlo lasciate che esca solo dopo avergli concesso un generoso pasto che sia di suo gradimento. Il gatto sazio diventerà molto più discriminante verso il cibo e difficilmente tenterà di assumere alimenti trovati per strada.
Per il cane il discorso è diverso. Se possedete un cucciolo avrete sin dall’inizio la possibilità di educarlo a mangiare solo quello che gli viene offerto dal padrone. Potrete insegnargli a sedersi prima di mangiare e a non cominciare il pasto se non dietro ad un ordine preciso (“Mangia!”) Questo tipo di educazione può dare ottimi risultati!! Se invece il cane è già adulto, la sopracitata educazione può risultare contrastata da una vita di abitudini diverse, ma mai sottovalutare il vostro cane: può facilmente imparare cose nuove facendo propria una nuova abitudine.
Un ultimo consiglio che tengo a darvi è di sicuro l’utilizzo della museruola, che anche se fastidiosa per i nostri amici animali, può rivelarsi l’unica salvezza e sicurezza per una più tranquilla passeggiata fra le viuzze di Palazzo S.G.
Se temete, nel peggiore dei casi, che il vostro animale sia caduto vittima di avvelenamento(ipersalivazione, starnuti, tosse, soffocamento,ulcera linguale,convulsioni,tremori,irrigidimenti,vomito, spasmi, dolorabilità, addominale,ecc) contattate immediatamente il medico veterinario senza ricorrere a tentavi di salvataggio personalizzati.
Se il vostro animale non è riuscito a farcela nonostante le cure, e se volete fare qualcosa per il vostro amico che vi ha lasciato, fate in modo che quello che è accaduto non possa ripetersi ad altri animali. Per prima cosa,al fine di stabilire precisamente le cause della morte, è necessario un esame necroscopico rivolgendosi al più vicino istituto zooprofilattico che saprà redigere un referto sulle cause della morte. Se sarà confermato l’avvelenamento, non esitate a rivolgervi alle Forze dello Ordine( Polizia Municipale, Carabinieri, Polizia di Stato,Corpo Forestale dello Stato. ecc) per denunciare l’accaduto.
Esistono nel nostro Paese leggi che puniscono chi commette reati contro gli animali e mette in pericolo la pubblica incolumità (un animale avvelenato potrebbe rivelarsi molto irascibile ed aggressivo nei confronti dei passanti o di chi presta il soccorso; personalmente ho già ricevuto almeno una testimonianza di un caso di morso di gatto durante un tentativo di salvataggio )
Farete in modo che chi ha commesso tali reati corra il grosso rischio di venire punito e che tali fatti non si ripetano più.
Auguro a Voi ed ai Vostri amici animali una lunga vita piena di salute e serenità”.
Lorenzo Zolfo

5 settembre Teatro in piazza per "LEstate Palazzese"



Ancora un appuntamento culturale a Palazzo San Gervasio. Il 5 settembre a partire dalle ore 20,30 aprirà il sipario lo spettacolo teatrale della compagnia Abito in Scena di Potenza : Basiliska note per un viaggio lucano. La rappresentazione, programmata negli eventi estivi dell'amministrazione comunale, si terrà in Largo Giovanni XXIII e sarà aperta al pubblico gratuitamente.